Politica, associazioni ed operatori del settore concordano sulla necessità di collaborare per rilanciare il turismo ad Arbus ma non sul come.
Le statistiche sul turismo elaborate dall’associazione politica CambiAmo Arbus sulla base di un questionario distribuito ad una settantina di operatori confermano come tutti reputino necessario fare sistema. I dati affermano poi la validità delle realtà esistenti con lo zero per cento di turisti che partono insoddisfatti.
L’amministrazione comunale, interrogata su questa necessità, ricorda come nel programma elettorale fosse stato trattato l’argomento. L’assessore al turismo Efisio Lecca afferma che “procediamo in funzione del programma partecipando a bandi che prevedono sistemi” mentre il sindaco precisa: “serve un sistema di regole”.
Interrogando chi opera nel settore turistico, abbiamo intervistato i soci della Pro Loco che dichiarano di operare per un “sistema turistico locale” attraverso il proprio portale web, ricordando la necessità di istituire il tavolo del territorio previsto da un accordo fra comuni e pro loco italiane. Il presidente Murtas afferma che “il turista generalmente lascia commenti positivi ma in qualche raro caso manifesta insoddisfazione. Ci auguriamo non ci siano più questi rari casi: tutti insieme dobbiamo lavorare per questo.”
Ma non sono solo parole quelle degli arburesi: Arbus vanta una rete di operatori riuniti sotto un marchio, il Consorzio Imprese Arburesi Organizzate. La presidente del Ciao, Monica Saba, dichiara: "La funzione del consorzio è proprio quella di mettere a sistema varie realtà. Operiamo da 7 anni portando il nome dell'Arburese in giro per l'Europa. Il consorzio è una forma di aggregazione importante che offre maggiore visibilità."
Intervistando direttamente gli operatori incontriamo esigenze e pareri discordanti. Mariella Amisani, titolare di un B&B, ci racconta che “non è facile fare sistema con certe strutture” precisando che “dobbiamo darci regole e partire da uno standard qualitativo”, imprescindibile per un’offerta unitaria.
Altro problema sentito nel settore è quello dell’improvvisazione, con una cultura turistica che si sta ancora formando. Mariano Fosci, ristoratore, invoca la necessità di seguire le regole esistenti aggiungendo “ognuno faccia ciò che sa fare, senza improvvisarsi, in modo che il turista se ne vada da Arbus contento” mentre Gaetano Filice, titolare di un hotel sulla costa, denuncia la mancanza di “strumenti di aggregazione distributiva che permettano di far acquistare a noi imprenditori della costa i prodotti di Arbus”.
Nessun commento:
Posta un commento